Cari amici e cari amici de “il Ponte”,

ho deciso di dare fiducia a Luca di Montezemolo ed a Italia Futura. Penso che qualcosa, per questa nostra Italia, lo dobbiamo pur fare e che starsene alla finestra a dar giudizi sia facile ed inutile. È tempo di impegnarsi, per quel che uno può e sa fare.

Penso che l’Italia abbia bisogno di politiche che siano contemporaneamente liberali e di progresso sociale.

Dobbiamo tornare a crescere ma in qualità, promuovendo nuovi stili di vita e nuovi consumi. Se non avremo qualità non ci sarà neppure quantità e dunque non ce ne sarà per tutti. Qualità per me è anche educazione, studio, ricerca, rispetto per l’ambiente naturale e storico, valorizzazione di tutte le risorse umane. Qualità è uno stile di vita sobrio, che trae gioia dalle relazioni, dall’affetto, dall’amore che ti dimostrano le persone, non dal potere che si può esercitare su di loro, non dallo sfoggio di oggetti e non dai consumi esasperati. Qualità è un rapporto sereno, senza sfruttamento, con l’ambiente naturale e costruito in cui viviamo, rispetto per tutte le forme di vita ed in particolare per gli animali. Qualità non è costruire gerarchie, ma cercare assieme soluzioni a problemi veri e trovarle. Qualità è evitare discriminazioni e rifiuti, umani e materiali. È di buone relazioni sociali e di occasioni offerte a chi è più in difficoltà, che tutti abbiamo bisogno per progredire.

Mi batto contro l’eccesso di presenza delle istituzioni nella società. Ho vissuto una lunga fase nella quale ho pensato che le istituzioni fossero garanzia per tutte le persone e per l’ambiente. Ho constatato amaramente che non è così e che , anzi, le istituzioni italiane e la nascita di veri e propri ceti sociali che vivono di politica ed occupazione delle istituzioni, hanno determinato questa gravissima crisi. Io voglio poche e precise regole, rispettate e fatte rispettare, e persone dotate di senso di responsabilità sociale ed ambientale, che operano in libertà, per cogliere occasioni per se ed i loro collaboratori, determinando così opportunità per tutti. Voglio poi una giustizia rapida ed efficace, che faccia rispettare le regole e punisca chi non le osserva. Ho visto quali danni provochino in particolare le società a partecipazione pubblica al corretto svolgimento della vita politica, come inquinino i confronti elettorali, come siano diventate solo mezzi di scandaloso ed incontrollato arricchimento di ceti politici mediocri, pesando sulle spalle dei cittadini. Dobbiamo tutti liberarcene.

La democrazia ha il suo perno nell’autogoverno locale, si nutre del riconoscimento reciproco dell’utilità sociale altrui, è fatta di partecipazione della gente alle scelte e di trasparenza amministrativa ed istituzionale. Sono profondamente convinto che la buona politica si debba servire del potere, ma che il potere non riesca mai a produrre politica. Sento invece tanta gente che pensa di parlare di politica e ragiona solo del proprio potere.

Spero.

Spero che questa scelta sia giusta, ma non per farmi eleggere da qualche parte: non ne ho bisogno, non ne sento necessità. Spero che sia giusta per dare all’Italia qualcosa di nuovo, idee ed aria nuova. Mi impegnerò per raggiungere positivi risultati.

Ma non si va da nessuna parte se non si costruisce una forza grande, con molte persone impegnate e regole democratiche rispettate.

Mi è stato chiesto se, in questa fase di costruzione di Italia Futura qui a Pordenone, posso coordinare  il lavoro a livello provinciale. Ho detto “sì, posso farlo”. Ma non da solo: in questa fase opererò con Cinzia Palazzetti e Massimo Mazzariol. Poi, fra qualche mese, quando Italia Futura sarà ben radicata sul territorio, eleggerà democraticamente le persone che riterrà migliori per guidarla.

Da ultimo, la cosa che mi sta più a cuore e che desidero rassicuri tutti: Italia Futura non entrerà nei consigli comunali, non presenterà liste e candidati. Dunque a Pordenone non vi sarà alcuna sovrapposizione con “il Ponte”, la lista civica di cui sono presidente. Montezemolo, anzi, ha dichiarato che è alle liste civiche che Italia Futura deve delegare l’impegno per l’autogoverno dei territori. Dunque resto Presidente de “il Ponte” ed il mio impegno è inalterato. Nessuno de “il Ponte” deve sentirsi minimamente impegnato con Italia Futura: questa scelta riguarda solo me e quanti, liberamente, vorranno condividerla. Anche la vita democratica de “il Ponte” resta inalterata: le scelte continueranno ad essere effettuate dai suoi responsabili ed in assemblea, nessuno si sovrapporrà ed io non consentirò che “il Ponte” sia utilizzato per fini diversi da quelli che stanno nel suo statuto e nel programma presentato agli elettori nel 2011. È un impegno vero e serio, che mi assumo con tutte le donne e gli uomini de “il Ponte” e con tutti i cittadini di Pordenone.

Ciao.

Gianni


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