Nel Consiglio comunale di Pordenone di ieri sera è stato discussa e votata una delibera proposta dalla Giunta sugli indirizzi che dovrebbero servire per le nomine di persone nei Consigli di Amministrazione, dei Presidenti di società controllate o partecipate dal Comune, di amministratori delegati e/o unici. A settembre avevamo presentato all’attenzione del Consiglio una mozione (firmata dai consiglieri de ‘il Ponte’, della Lista Del Ben e dell’API) che aveva questi punti cardine:

  • dentro il sistema delle societa’ controllate e partecipate dal Comune di Pordenone e’ possibile ad una persona ottenere un solo incarico;
  • dentro al sistema ogni singola persona, complessivamente, qualsiasi ruolo svolga, ci puo’ rimanere 10 anni, quanto un Sindaco, non di piu’. Questo vale anche retrospettivamente: se uno ha gia’ fatto 10 anni, esce;
  • dentro al sistema ogni persona percepisce al massimo, compresi eventuali premi di risultato, la stessa indennita’ del sindaco, mai di piu’. Abbiamo ricordato che la sola indennita’ di risultato dell’AD di HydroGea e’ superiore a quella percepita da Zapatero nel 2011 come Presidente del Consiglio in Spagna e che dunque le indennita’ dentro il sistema sono folli;
  • dentro il sistema vige assoluta trasparenza: tutti i curriculum sono pubblicati (abbiamo ricordato che per HydroGea abbiamo chiesto i curricolum dei nominati e nemmeno ci sono), tutti i redditi derivanti dal sistema vengono pubblicati, come anche la situazione patrimoniale, aggiornata di anno in anno.

La maggioranza ha fatto preparare ad un tecnico una proposta e poi l’ha modificata per consentire alle persone che gia’ hanno un certo tipo di incarichi di rimanere dove sono. Dunque tutto quello che era prescrittivo e’ diventato “di norma” e percio’ ogni cosa e’ concessa. Le societa’ controllate e partecipate in secondo grado da quelle controllate e partecipate dal Comune non sono ricomprese e dunque il l’AD di HydroGea puo’ rimanere Presidente di SNUA ed i suoi redditi svilupparsi nel sistema senza controlli; i 10 anni sono “di norma” e percio’ chi li ha gia’ fatto stia tranquillo, puo’ farne ancora 10; le cariche non sono cumulabili se sono identiche (non puoi essere AD di due societa’, ma AD di una e Presidente di un’altra si’). E via dicendo.

Abbiamo presentato emendamenti per eliminare queste distorsioni clamorose.

Infine abbiamo richiamato gli indirizzi ed i regolamenti approvati da altri comuni italiani di centrosinistra, nei quali non esiste la possibilita’ di deroghe.

Sia la presentazione del documento da parte di Pedrotti che la discussione hanno mostrato una clamorosa assenza di politica. Penoso il PD (si meritano Genova alla grande!) e terribile il Fiume.

Hanno respinto tutti i nostri emendamenti e si sono votati, coi soli voti della maggioranza, la delibera.

Riflettete: su un tema come questo, che senso politico ha che la maggioranza si voti un suo documento da sola? Si espone solo a critiche, questo e’ un tipico argomento superpartes, perche’ si tratta di dettare regole al sistema. L’irrigidimento ha a capo Pedrotti, che comincia a temere per il suo ruolo.

Come leggete sui giornali, Bolzonello e’ sempre piu’ agitato. Amen.


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