Alle 11 di oggi molti immigrati sono scesi in piazza a Pordenone per protestare contro le scelte dell’amministrazione comunale cittadina in materia di diritti di accesso al sistema di welfare. Il Comune si mostra accondiscendente con le scelte discriminatorie imposte dalla Lega alla nostra Regione. Giustamente gli organizzatori della manifestazione fanno notare che perfino comuni guidati dalla destra, come Spilimbergo, hanno assunto posizioni più coraggiose del capoluogo.
L’assessore Romor, in una dichiarazione alla stampa, afferma che le scelte per il bando sugli affitti onerosi sono state fatte tenendo conto di sentenze italiane ed europee. In realtà, siccome conosco molto bene sia la materia che le dinamiche dell’assessorato, Sindaco e Giunta non hanno fatto alcuna scelta politica, si sono limitati a delegare la predisposizione del bando ad una funzionaria, che ovviamente ha lavorato su un piano solo legale, non avendo alcuna indicazione politica della Giunta, nessun documento che la orientasse. Non è stato così in passato: io negli anni scorsi ho proposto delibere di Giunta che contrastavano le scelte regionali, chiedendo ai funzionari di applicare le scelte politiche della Giunta. Ma quel che succede a Pordenone è che la Giunta non è in grado di esprimere alcun orientamento politico. Se andate a Udine è esattamente il contrario.
Romor deve cominciare a fare scelte politiche e, se serve, a metterci faccia e peso politico. Le scelte discriminatorie regionali sono state già contestate da Roma e Bruxelles, sono pazzesche se confrontate perfino con quelle del Veneto di Zaja. Ci vuole senso della politica e coraggio, per governare una città, l’apprendistato è finito. Vale lo stesso ragionamento fatto per il Regolamento Tutela Animali.
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