Aria inquinata da polveri sottili:

basta con misure provvisorie, estemporanee, discriminatorie

CHIUDERE AL TRAFFICO TUTTO IL CENTRO,

ZONE SOLO PER MEZZI PUBBLICI,

NUOVI SISTEMI DI TRASPORTO PUBBLICO,

SUPERARE IL RING E CHIUDERE LA RIVIERASCA,

STOP AI CENTRI COMMERCIALI

 

Assistiamo ormai da mesi a Pordenone ad una totale incertezza dell’amministrazione comunale sull’inquinamento dell’aria a causa di polveri sottili. Vengono annunciati provvedimenti di chiusura totale del traffico, poi revocati, le targhe alterne, altro ancora. Automobili e caminetti sono sotto accusa e l’assessore Conficoni recrimina contro il Veneto, che inquina e spinge le su polveri verso di noi: che fanno a Treviso, soffiano verso Sacile? Usano ventilatori?

In realtà in questa città le soglie massime di inquinamento sono continuamente superate. Poi, quando vengono pubblicati i dati sull’incidenza dei tumori in provincia, scopriamo che abbiamo le percentuali più alte d’Italia: per forza, respiriamo schifezze, prodotte dalle auto o dagli inceneritori delle fabbriche.

L’incertezza con cui questo problema viene affrontato nuoce gravemente alla città e soprattutto al commercio in città, spingendolo sempre più in crisi. Si chiude infatti il centro, mentre i Centri commerciali della periferia e dei paesi vicini a Pordenone restano aperti.

Bisogna dare un quadro di certezze ai cittadini, anche se scomode, probabilmente nell’immediato non popolari, non semplici da accettare. Ma questo è quel che ci chiede questa crisi: cambiare moltissimo della nostra vita, anche le abitudini e gli stili di vita. Dobbiamo cambiare ad esempio il nostro rapporto con le automobili, usarle meno e con più razionalità. Dobbiamo usare molto di più i mezzi pubblici, girare a piedi ed in bicicletta: lo fanno in Germania, lo fanno i pordenonesi che possono permettersi di andare nei paesi del nord Europa, cerchiamo ora di diventare un po’ più civili anche in casa nostra.

Partiamo da tre certezze: primo, nessun centro commerciale sarà mai bello come il centro storico della città; secondo, nessun centro commerciale avrà mai la varietà e complessità dei servizi che offre il centro città; terzo, nessun centro commerciale vanterà mai la bellezza naturalistica del Noncello e dei parchi pubblici di Pordenone. Partiamo da queste certezze e valorizziamole.

Ecco quel che bisogna fare da subito, cercando un accordo con Porcia e Cordenons:

  1. Pedonalizzare subito tutta la zona ricompresa dentro l’attuale ring: nei corsi pedonalizzazione assoluta, basta auto parcheggiate e basta tolleranza, si va solo a piedi ed in bicicletta. Nel resto del centro pedonalizzazione dalle 8 alle 20.00, divieto di entrata per tutti con le auto, definitivo. Si usano solo mezzi pubblici, si va a piedi ed in bicicletta. Si stabiliscono orari precisi per rifornire i negozi.

  2. Sviluppare i trasporti pubblici, visto che l’ATAP ha tanti soldi e li dà ai comuni invece di investirli sul trasporto. Servono corse più numerose e frequenti. Servono nuovi servizi a domanda e prenotazione degli utenti e gestiti da privati, come si fa ormai in moltissime città italiane ed europee: basta copiare, non serve inventare. Non si pareggiano i bilanci dei comuni coi soldi dell’ATAP, si cominci a tagliare l’inutile ed anche quel che è meno importante.

  3. Superare il ring, che oggi convoglia in città traffico parassitario, gente che transita e non si ferma, creando solo inquinamento acustico e chimico. Serve elaborare rapidamente un progetto per il ring, ma da subito bisogna entrare ed uscire dalla città per lo stesso asse di penetrazione: si raggiunge uno dei parcheggi sul ring, si esce per la stessa strada usata per entrare, senza fare inutilmente giri. Bisogna far ragionare la gente su quale sia il percorso migliore ed usare quello. Il ring deve essere percorso da una circolare pubblica, l’attuale “linea rossa” è sotto utilizzata, tortuosa, incomprensibile per i suoi percorsi. Sul ring oggi transitano ancora moltissimi mezzi pesanti: è un traffico da vietare totalmente. Vicino al ring si realizzino nuovi parcheggi, anche stimolando i privati a farli ristrutturando alcuni palazzi vuoti, visto che la chiusura del centro creerà domanda di sosta per auto. Tra l’altro: quando si apre il parcheggio di via Vallona? Possibile che tutto debba sempre essere in ritardo?

  4. Chiudiamo subito la Rivierasca per valorizzare il Noncello e restituiamo il fiume ai cittadini ad alla storia della città. Favoriamo i privati che vogliano creare, affacciati sul Noncello, pochi piccoli servizi commerciali per il ristoro e lo svago pacifico delle famiglie.

  5. I privati vengano aiutati a creare nuovi servizi per rendere ancor più attrattivo il centro città, ad esempio spazi per bambini, magari anche valorizzando l’ambiente naturale, nei parchi e nei pressi del fiume Noncello soprattutto, oppure anche l’ambiente storico, utilizzando anche spazi pubblici oggi per nulla o poco frequentati, come i musei. Per consegnare gli acquisti voluminosi e pesanti nelle case dei clienti, si aiutino i privati a realizzare servizi specifici;

  6. Basta nuovi centri commerciali in città e stop anche all’ampliamento di quelli esistenti. No alla realizzazione di rotonde ad esclusivo interesse dei centri commerciali sull’asse viale Venezia – viale Aquileia: sono scelte folli che hanno trasformato una strada di scorrimento in un asse urbano, inquinato a sua volta ed intransitabile in certe ore del giorno. Bisogna convogliare più mezzi possibile sull’autostrada.

Molte altre cose si possono e debbono fare. Ma non si muoverà mai nulla se il Comune non chiama la città ad un profondo cambiamento. Forse le misure che proponiamo possono spaventare alcuni commercianti: ma la vera morte del commercio in centro città è lasciare le cose come stanno, con le chiusure che si susseguono e le aziende che falliscono. Se diamo certezze ed un volto nuovo alla città ne usciamo, se non cambiamo la città muore.

Il problema è che abbiamo una amministrazione comunale che fa errori ed aspetta di avere un “mobility manager” che gli dia idee, mentre i tecnici servono invece a dare concretezza alle idee che i cittadini e gli amministratori si fanno. La verità è che Sindaco e Giunta non hanno un’idea ed un indirizzo sullo sviluppo futuro della città. Sono senza coraggio, valutano ogni cosa secondo questa logica: “Quanti voti guadagno? Quanti ne perdo?”. Così non si va da nessuna parte. Non è vero che c’è ancora tempo per decidere: ogni giorno che passa le cose peggiorano e perdiamo occasioni.

Il Ponte

Lista civica per Pordenone


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