• Pubblicato il 22 marzo 2012
Pordenone-20120322-00021

22 marzo ore 13.45. Davanti la galleria d’arte moderna a Pordenone

Dobbiamo passare alla raccolta differenziata porta a porta spinta, se non vogliamo più certi spettacoli in citta


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  • Pubblicato il 04 gennaio 2012
modena13

Fra Parma, Modena e Pordenone

Cari amici,
ho fatto capodanno a Parma e mi è piaciuto immergermi nel clima della citta’, per capire se c’erano cose che quella citta’ fa che possano ispirare azioni positive da noi.
A) Vi segnalo che a Parma sono attivi ed usati i trasporti pubblici “a richiesta”, che avevamo proposto nel nostro programma. Li ho visti anche a Fidenza, una cittadina non troppo diversa da Pordenone. Dunque esistono pratiche italiane consolidate da studiare, per essere proposte qui. Lo faremo.
B) Rifiuti: sono piu’ indietro di noi e l’ex Sindaco Vignali aveva programmato un inceneritore vicino al centro citta’. Ora in molte case e palazzi sono esposti cartelli e striscioni con “no” all’inceneritore. Perfino sul portone di una chiesa ho visto il cartello. C’e’ ancora molta indifferenziata in citta’ e la raccolta e’ confusiva: porta a porta per carta, plastica e lattine, tutto in resto (umido compreso) nei cassonettoni, nei quali finisce di tutto. Poca attenzione al vetro.
C) La citta’ e’ MOLTO pulita, assai meglio di Pordenone. Noi siamo assai meglio nella cura delle aree verdi e per quel che riguarda i fiori lungo le strade.
D) E’ scontato: hanno un mega patrimonio culturale ed una grande universita’. In questo campo non c’e’ confronto possibile.
E) Hanno alcune brutte periferie, anche se non sono simili a quelle milanesi o a Marghera. Continuano anche loro coi centri commerciali, ma c’e’ molto commercio in citta’ ed hanno da poco completato uno splendido mercato coperto per gli ambulanti tra l’altro non distante da palazzo Farnese. Ho visto ieri a Modena, sempre in una zona centrale, un’altro splendido mercato coperto, copiato nelle strutture metalliche e nelle piastrelle bianche, dalle vecchie halles parigine. Questa potrebbe essere una seria proposta per Pordenone. Che ne dite?
F) a mezzanotte del 31, in centro, c’erano (scrive la Gazzetta di Parma) 2.500 persone. Poche, meno che a Pn! Non c’e’ tradizione, evidentemente. Niente fuochi artificiali: il Comune e’ commissariato e non c’e’ niente da scialare!
G) gran battaglia nel PD per le primarie. Un candidato (un certo Rossi) sostiene che bisogna dimezzare i compensi degli amministratori delle societa’ controllate e partecipate dal Comune e che bisogna ridurre gli stipendi dei dirigenti del Comune, tagliando loro nettamente e premi. Interessante!
Basta cosi’.


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  • Pubblicato il 15 novembre 2011
FAVOT DANIELA

Daniela Favot. Raccolta differenziata spinta, tracciabilità dei rifiuti, azienda unica pubblica provinciale e no all’inceneritore di Fanna.

“Noi siamo sostenitori dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, afferma Daniela Favot, vicepresidente de “il Ponte”. Avevamo inserito questa proposta nel nostro programma elettorale e la sosteniamo con forza. Ma quel che serve, per arrivarci, non è il solito accordo politico, palese o di potere, come in questo campo purtroppo succede spesso. Serve un vero piano industriale, serio, sul quale costruire l’unificazione di Ambiente Servizi, Gea e Snua. A nostro avviso i presupposti debbono essere questi: raccolta differenziata porta a porta spinta in tutti i comuni e costante attenzione alla qualità di quel che si raccoglie, con un grande coinvolgimento della popolazione; tracciabilità di tutti i rifiuti negli impianti di conferimento, per aiutare i comuni in primo luogo nelle loro funzioni educative verso i cittadini e soprattutto per riconoscere loro correttamente il dovuto dalla fornitura di materie prime (carta e cartone, plastica e vetro) ai consorzi che compongono il Conai; nessuna duplicazione di impianti di trattamento e nessun spreco di risorse. Serve un impianto di selezione all’avanguardia, simile al Centro di Riciclo di Vedelago (Treviso): quando si aprirà quello di Ambiente Servizi a San Vito si valuterà che cosa far fare a quello di Aviano della Snua, che oggi è obsoleto e inadeguato alle nuove esigenze; evitare di bruciare i rifiuti dopo il passaggio nei centri di trattamento (da cui escono come CDR-Q, ora chiamato CSS), puntando a riciclare tutto; netta contrarietà a trasformare il forno del cementificio di Fanna in un inceneritore di rifiuti, pericolosissimo e che funzionerebbe solo importando rifiuti trattati da fuori regione. Se si parte da questi elementi per costruire un serio piano industriale, si può arrivare davvero all’azienda unica. Se esistono dubbi su questa impostazione e si inseguono equilibri di potere, ci si arena prima del traguardo, com’è successo altre volte.
Aggiungo due cose importanti, sul trattamento dei rifiuti. La prima è che per quanto si è potuto sapere il testo del Piano Regionale dei Rifiuti di prossima approvazione dovrebbe fare di tutto il territorio regionale un unico ambito. Dunque se volessimo conferire rifiuti ad un impianto fuori provincia che risultasse conveniente, potremmo farlo. Questa è la condizione (assieme alla necessità di avere un rifiuto differenziato di qualità) perchè le gare per l’affidamento dei servizi di raccolta nei vari comuni siano vere. Noi ci impegneremo affinchè non si formi alcun “cartello” che le renda false. La seconda cosa è il sito di Aviano. Il Piano regionale parrebbe raccomandare giustamente di utilizzare i siti oggi operativi per i nuovi impianti. L’entrata in funzione dell’impianto di San Vito ci dirà che cosa fare nel sito di Aviano, posto che noi siamo contrarissimi a fare qualsiasi inceneritore. Qualsiasi soluzione richiede comunque un accordo pieno col Comune di Aviano.”


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