Tullio Avoledo

Tullio Avoledo

Alle prossime elezioni comunali non avrò dubbi su chi votare.
Lo farò a prescindere da ideologie politiche o da qualsiasi preconcetto di parte.
Lo farò, e tutti dovremmo farlo, perché i prossimi anni saranno un tempo di grandi sfide, in cui Pordenone potrebbe - e dovrebbe - rimettersi in gara per tornare ad essere non solo la locomotiva economica della nostra regione ma anche un esempio virtuoso di come dev’essere una città del futuro.
I drammatici cambiamenti climatici e i flussi migratori che ne conseguono impongono scelte coraggiose e lungimiranti. Impongono governo e controllo, e non repressione o sterili lamentele. Richiedono autorevolezza, e non solo autorità. Idee, e non preclusioni.
La pandemia ha di fatto spostato l’asse del mondo. In quale direzione andrà Pordenone, sta a noi deciderlo. Ma dobbiamo deciderlo ORA. I nostri giovani, le nostre menti migliori, ormai da decenni fuggono dalla nostra città e dalla nostra regione per cercare fortuna altrove, a Milano o a New York. Le loro idee e il loro potenziale innovativo faranno la fortuna di altre nazioni. I posti di lavoro (pochi) che si creano qui sono di basso profilo, e sarà sempre peggio, se non imprimiamo una sterzata alla direzione presa dalla nostra città. La pandemia ha aumentato il valore di realtà urbane piccole, efficienti e ben collegate alla rete di trasporti e ben servite da internet. Milano e Roma hanno perso appeal. E' un’occasione che va sfruttata: Pordenone deve diventare una città attrattiva, per giovani e startup. Deve diventare pulita, accogliente, “verde”: perché il futuro va sempre più verso una coscienza ecologica e buone pratiche ambientali. Meno cemento e più verde, meno auto e migliori trasporti pubblici.
Pordenone deve lavorare anche per sfruttare quella risorsa che grazie ad alcuni imprenditori illuminati del passato (pochi ma buoni) ha creato, attraverso istituzioni benemerite come la Casa dello Studente, le basi del boom culturale di questi anni. Pordenone produce ed esporta cultura: ora deve tornare ad attrarla. Non servono grandi mostre, e tantomeno certi programmi da festa paesana che vedo proporre da destra. Bisogna mirare in alto, e per poterlo fare si deve contare su una credibilità e su una rete di relazioni che la destra locale non ha. Sotto il profilo dell’ordine pubblico e del controllo del territorio, poi, non mi sembra che la destra abbia fatto i miracoli promessi ai suoi elettori, che dovrebbero ricredersi sulla fiducia data agli attuali amministratori comunali. Certi episodi verificatisi durante la pandemia hanno dimostrato chiaramente i limiti e la pericolosità degli attuali amministratori.
E' nell’interesse di tutti i pordenonesi - e sottolineo di TUTTI - scegliere amministratori competenti e aperti al dialogo, ma soprattutto che abbiano una chiara visione del futuro. Perché il futuro può essere, a seconda delle scelte che faremo, un luogo di grandi opportunità come di grandi pericoli. Diamoci la guida giusta per questo futuro. Conosco Gianni come persona onesta, disponibile all’ascolto, intellettualmente vivo, con una conoscenza della storia e della realtà di Pordenone che mi hanno impressionato. Gianni è l’uomo giusto per una svolta che riporti Pordenone al ruolo che le compete, di guida economica e - se ce lo sapremo meritare - intellettuale e morale della nostra regione. Gianni sarà un sindaco portato per sua natura a unire, e non a dividere. Sarà un sindaco che saprà soprattutto ascoltare. E mi piace la sua scelta del nostro futuro vicesindaco. Non conosco personalmente Cristina, ma ho letto il suo curriculum e leggo quello che scrive sui social. Mi piace. Mi sembra una persona intelligente e di cuore, aperta e solare. Quello suo e di Gianni è un team vincente, che sarebbe un peccato non votare. Questa città va guarita, va svegliata dal suo letargo rancoroso, dal suo sonno borbottante di vecchia. Deve tornare ad essere una “città bambina”, come l’ha definita uno dei suoi figli letterari più acuti, Mauro Covacich, una città capace di sognare e di far sognare.
Pordenone, smettila di fare quel muso duro che non ti si addice. Smettila di brontolare.
Pordenone, ritorna a pensare al futuro, che è ricco di possibilità.
Per le grandi sfide che ci attendono, quello di Gianni Zanolin è il team vincente. Ha già vinto, sotto il profilo delle idee e delle competenze. Ha la stoffa per farcela, e per portarci verso un domani di grandi successi. Chi perderà, e molto, sarà chi, sbagliando, non gli darà il suo voto. Grazie, Gianni, grazie Cristina, e grazie a tutte le donne e agli uomini della vostra squadra, per il vostro impegno e per le promesse che rappresentate.
Questa città deve svoltare.
Questa città PUO' svoltare.
Se non ora, quando?