I manifesti della Lega

09 giugno 2021 · Tempo di lettura: 4 min
I manifesti della Lega

La Lega ha fatto appendere dei grandi manifesti sulle strade di Pordenone. Osserviamoli con attenzione.

Ce ne sono di due tipi: quelli promossi dal Gruppo consigliare regionale riguardano aspetti generali regionali, sui quali è lecito essere d’accordo o meno, comunque interessano relativamente il voto per il Comune. Ma in città ne sono stati esposti altri due, dedicati a temi locali: uno sull’ospedale nuovo cui è stato presto sovrapposto un altro, sulla nuova scuola media di Torre. Dovremmo stupirci se non seguisse a breve un terzo manifesto con la stessa intonazione, dedicato al nuovo ponte sul Meduna. I primi due hanno una costante: non affermano la centralità del partito, la Lega, bensì quella del presidente Fedriga, che compare in una grande foto. C’è un calcolo, è evidente: si pensa che la sua popolarità possa influire sul voto, portare consenso alla lista per le elezioni amministrative che qui sarà presentata. È una anticipazione di quanto avverrà nelle prossime elezioni regionali ed è già accaduto nel vicino Veneto (ma anche in Campania): sarà la lista del candidato presidente a monopolizzare lo schieramento che lo sostiene. Ma qui si vota per il Comune, il candidato sindaco della Lega è Ciriani, non Fedriga. Allora? Questo è un tentativo (non è chiaro quanto efficace) per “limitare” l’attuale sindaco, trovando un proprio, difficile, spazio elettorale. Che senso avrebbe, altrimenti, legare con due anni d’anticipo le proprie fortune a Fedriga?

L’evidente affanno della Lega a Pordenone non è dovuto solamente all’iniziativa ingombrante dell’attuale Sindaco, comunque la si giudichi, ma soprattutto alla propria debolezza. Infatti il partito di Salvini qui in città, per ora, non pare in grado di intestarsi nulla dell’azione di governo del Comune, non si vanta di una qualsiasi cosa realizzata che sia identificabile come suo merito. Per trovare un ruolo chiamano a testimoniare Fedriga e gli stanziamenti regionali, che però sono tutti per opere che verranno. Almeno fino ad oggi, del voto comunale pensano di potersi intestare solamente una parte legata alla politica regionale, realisticamente quasi nulla degli effetti dell’azione amministrativa locale, cui però hanno partecipato. Così rischiano di fare un favore proprio a chi avvertono di dover contenere, cioè Ciriani, con la sua lista personale e Fratelli d’Italia. Vedremo quale successo avrà una simile strategia.

Detto che lo stanziamento di fondi per acquistare nuove tecnologie per il nuovo ospedale di Pordenone era un atto dovuto (chi mai avrebbe lasciato il nuovo ospedale vuoto?) e che la priorità del momento è evidentemente l’assenza di personale in tutto l’apparato sanitario, il manifesto più sconcertante è quello sullo stanziamento per la scuola media di Torre. La Lega presenta infatti il finanziamento della scuola come un favore fatto da Fedriga a Pordenone.

Il manifesto leghista sulla scuola Lozer fa intendere che quando la nuova scuola media arriverà a Torre, sarà frutto di una scelta di Fedriga, che sembra dire: “di priorità ce n’è tante, io ho scelto la scuola di Torre, potevo fare altro”. Ciriani a dire il vero afferma che il Presidente della Regione il favore l’avrebbe fatto a lui, personalmente, per amicizia. Che è anche un modo per tagliare fuori la Lega di Pordenone e non farla contare. Non sembra un bel rapporto fra alleati.

Insomma, comunque sia, siamo di fronte più o meno un favore, altrimenti perché vantarsene? Le tasse che i 12.000 residenti a Torre pagano non li mettono evidentemente nella condizione di esercitare il diritto ad avere quella scuola per i loro ragazzi. Alla gente di Torre deve restare impresso nella mente per sempre che quella scuola è un favore. Tra l’altro: sui manifesti la Lega scrive “Fatto!”, ma parla di un finanziamento, non della scuola, la cui costruzione non è nemmeno iniziata.

È un tentativo di forzare la realtà, di trasformare la politica in un sistema di pure relazioni personali, dove i territori non hanno diritti e tutto si gioca sul “favore” che l’Uomo della Provvidenza di turno avrebbe dispensato. È un modo per far travisare la realtà e questa è anche una cosa offensiva del buon gusto, prima ancora che priva di pudore, perciò oscena.

Per questa via tutta personalistica e ben poco politica la Lega riuscirà davvero a uscire dall’angolo, qui a Pordenone? Vedremo. Certo, le personalità di donne e uomini sono importanti in politica, ma la città è una comunità. Sia nelle relazioni al nostro interno che in quelle con gli altri debbono contare sia i diritti individuali che quelli collettivi, visto che si vota per il “Comune”. Altrimenti è la negazione della politica, la sua fine. Che non porta nulla di buono.