I servizi per la salute a Pordenone e nel territorio

04 febbraio 2021 · Tempo di lettura: 4 min
I servizi per la salute a Pordenone e nel territorio

Non possiamo accettare lo smantellamento di buona parte del sistema di salute di Pordenone: è un’ingiusta offesa a tutto il territorio della destra al tagliamento In una conferenza stampa del 3 febbraio il Direttore generale dell’Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale Polimeni ha ribadito che secondo lui le cose vanno benissimo e che anzi Pordenone ha le migliori perfomance sanitarie del territorio regionale.

Clamoroso è che Polimeni si vanti, per sé e per l’Azienda che dirige, della diminuzione dei tempi d’attesa per accedere alle visite al pronto soccorso nel 2020. Si dimentica di dire che in tutta Italia gli accessi in pronto soccorso sono calati in maniera fortissima, soprattutto nella prima fase della pandemia. E perché è successo e succede? Perché le persone hanno paura di infettarsi!

È imbarazzante che il Direttore Generale si attribuisca il merito di questo calo.

Quanto ai dati sulla percentuale di vaccinati: l’Azienda sanitaria di Pordenone è sempre stata al primo posto in Regione per le percentuali di vaccinati e di adesione agli screening. Non c’è alcuna novità in questo, l’unica cosa di cui il dottor Polimeni si può vantare è di non aver, per ora, distrutto il lavoro fatto da altri prima di lui. Nulla invece il DG ha detto sulle liste di attesa, in particolare per gli interventi chirurgici. Quanti sono i pazienti che sono stati rinviati e che cosa stanno aspettando? Da quanto tempo stanno aspettando? Come e con che tempi si pensa di recuperare quanto non è stato fatto? Quante persone non sono nemmeno state messe in lista di attesa e quindi non è possibile calcolare il tempo che dovranno attendere semplicemente perché non hanno ancora un appuntamento?

Sulle strutture intermedie Polimeni ignora e squalifica l’intenso lavoro di riqualificazione fatto dal dottor Siro Carniello che ne era il responsabile e dice che sono state gestite male. Ipotizza perciò un aumento dei posti nell’attuale padiglione A, ben sapendo che, ad oggi perlomeno, non ci sono fondi per farla, quella riqualificazione, che sarebbe comunque molto costosa e lunga. La ristrutturazione del Padiglione C dell’ospedale è già stata invece finanziata, quello sì potrebbe essere riutilizzato relativamente presto. E comunque: quali progetti vengono messi in campo e in che tempi per migliorare le strutture intermedie, senza aspettare ristrutturazioni di edifici che non sono nemmeno all’orizzonte?

Evidentemente Polimeni pensa di essere stato paracadutato in una desolata landa popolata da ingenuotti. Ma davvero crede che le persone non si accorgano di quello che sta accedendo negli ospedali e nei servizi territoriali? Però è su un piano anche politico oltre che sanitario che il Direttore Generale dell’ASFO conclude il suo intervento, sostenendo che i primari sono troppi e che vanno tagliati. Adesso finalmente abbiamo capito perché non si fanno i concorsi. Il DG dell’ASFO pensa davvero che la situazione in Regione non sia conosciuta ai pordenonesi?

Noi sappiamo benissimo che a Udine e Trieste le cliniche universitarie hanno talvolta 3 primari per lo stesso reparto. Leggiamo e capiamo benissimo i bilanci regionali e ci accorgiamo perfettamente che gli ospedali di quelle città hanno uno stanziamento nel bilancio regionale specifico per loro, che viene aggiunto proprio per pagare quegli sprechi. E come pensa Polimeni che possiamo accogliere l’affermazione che i primari a noi non servono, se non in relazione al fatto che qualcuno ne ha il doppio o il triplo di quel che serve? E perché dovremmo essere, noi a Pordenone, così proni e servi da accettare tutto questo, fino a pagare gli sprechi di altri? Pensa che non sappiamo che l’assenza di primari spinge i medici a non concorrere per entrare nei reparti che ne sono privi, perché quell’assenza diventa una lacuna formativa e professionale per loro? Pensa che non ci siamo accorti in tanti anni di quanti medici bravissimi sono stati letteralmente formati dai nostri migliori primari del passato?

L’assenza di primari non può che allungare le liste d’attesa e dequalifica il nostro sistema sanitario rispetto al resto della regione. La grave crisi del nostro sistema pubblico di salute ha fra le sue conseguenze la continua fuga di pazienti dal Pordenonese verso il Veneto e oltre, creando così un danno per tutti, in questo territorio. Di fronte ad affermazioni di questo tipo è evidente che la richiesta di dimissioni di Polimeni firmata da molte centinaia di operatori sanitari di Pordenone e provincia è giustificata.

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