I servizi per la salute nel dopo-Covid 19 #3

08 febbraio 2021 · Tempo di lettura: 2 min
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LA CITTADELLA DELLA SALUTE È UN PASSO IN AVANTI

A Pordenone non è mai esistita una sede del Distretto sanitario in cui fossero ospitati anche i servizi sanitari. Si deve andare da villa Carinzia al Villaggio del Fanciullo, dal Consultorio alla Neuropsichiatria infantile, dal Dipartimento di Salute Mentale ai servizi per le dipendenze, da quelli per la disabilità al Dipartimento di Prevenzione (al Bronx) e al Centro Anziani di Torre e così via. Si consideri che spesso le famiglie con seri problemi di salute hanno anche problemi economici e si debbono rivolgere ai servizi sociali del Comune. Insomma, capita spesso che una famiglia debba girare come una trottola.

Bisognava realizzare anche a Pordenone quello che altrove c’è da molto: una sede unica dei servizi territoriali dell’Azienda Sanitaria, che ospitasse anche i servizi sociali del Comune e dell’Ambito sociale urbano. L’amministrazione comunale di cui facevo parte mise a disposizione, per questo scopo, la zona delle officine dell’Ariete, alla fine di via Montereale, vicino all’Ospedale proprio per rendere più razionale e veloce il percorso di salute delle persone. Quello, tra l’altro, è un luogo che ha anche un profondo valore simbolico per la città.

Alla fine, passati purtroppo ben 15 anni, la costruzione è quasi completata, a breve tutti i servizi dovrebbero essere presenti in quella che da allora, molto prima di essere realizzata, venne chiamata la “Cittadella della Salute”. La cittadella si ispira a un principio: la salute di un individuo, di una famiglia, di una comunità non è mai solamente fisica, o mentale, o sociale. Non c’è salute fisica se la nostra mente è turbata. Non c’è salute fisica e mentale se nelle relazioni sociali stiamo male. Per sentirci in salute dobbiamo sentirci bene fisicamente, mentalmente, con gli altri.

Aver realizzato la cittadella ed averla fatta vicino all’Ospedale è un grande passo in avanti. è un grande passo avanti per la città. Oggi non si tratta solamente di avvicinare i servizi, ma di integrarli, perché solamente così possiamo mettere al centro dell’attenzione i cittadini e le famiglie, coi loro problemi. E anche avere più efficienza, meno costi, meno doppioni, decisioni condivise e più rapide. Abbiamo fatto un bel passo in avanti.

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