Il CRO è fondamentale

17 febbraio 2021 · Tempo di lettura: 2 min
Il CRO è fondamentale

Il CRO deve lavorare in rete con i maggiori ospedali regionali

Il CRO serve a diagnosticare i tumori, a curarli e a guarire le persone. Ma questo processo è necessario all’Istituto per ricercare e sperimentare percorsi di cura i più appropriati ed efficaci possibili, che vengono poi messi a disposizione di tutti quanti sono interessati a conoscerli. Per avere validità scientifica quelle ricerche e sperimentazioni hanno bisogno di dimostrare appropriatezza curando molte persone, non nuclei ristretti. Perciò il CRO non può limitare la sua attività alla Destra Tagliamento, perché i numeri delle persone curate sarebbero troppo limitati per convalidare le ricerche. Non avrebbe senso, sarebbe la sua fine.

Le cose sono sempre andate bene perché il CRO ha goduto di un’ottima fama in Italia ed ha attirato pazienti anche da molto lontano, ma soprattutto dal Veneto. Negli ultimi anni però i nostri vicini hanno riorganizzato il loro sistema di cura dei tumori, creando l’Istituto Oncologico Veneto, che è strutturato in modo diverso dal CRO: è una rete di servizi oncologici ospedalieri e di ricerca che sono collegati fra di loro per scambiare esperienze, informazioni, specializzazioni, contributi professionali e ricerche. Tutto ciò ha innalzato la qualità dei servizi e dal Veneto si sono ridotti i pazienti che si rivolgono ad Aviano.

A questo punto anche per il CRO si impone un ripensamento del modello organizzativo. Ovviamente Aviano deve restare il cuore del sistema, ma è evidente che serve sperimentare modalità organizzative che consentano la presenza del CRO in tutta la nostra regione. Ci si può ispirare al modello veneto o pensare ed adottarne un altro, ma è necessaria una novità che consenta al CRO di andare oltre Aviano e di essere collegato ai maggiori ospedali del Friuli Venezia Giulia, soprattutto quelli universitari.

Un ruolo diverso del CRO nella nostra regione non esclude una nuova proiezione di Aviano verso tutta Italia. Servono scelte di qualificazione e di sostegno alle cure e alla ricerca. Il rinnovamento della radioterapia al CRO con la protonterapia grazie ad un importante investimento, non solamente consentirà di offrire un servizio molto qualificato ed efficace agli ammalati, ma deve anche segnare una importante ripresa di interesse per il CRO a livello nazionale.

Infine è fondamentale che Aviano, in collegamento con le università, sia sempre di più un luogo di formazione specialistica per i giovani medici.

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