L'ospedale che vogliamo e meritiamo

11 luglio 2021 · Tempo di lettura: 3 min
Ospedale

🏥 L’ospedale di Pordenone vive una crisi senza precedenti. Bisogna rinnovarlo, modernizzarlo, adeguarlo ai bisogni di salute perché ritrovi la fiducia dei cittadini. I lavori del nuovo ospedale pare saranno conclusi entro il 2022. Quella sarà una grande occasione per poterlo rilanciare.

Questo perciò è il momento in cui la città di Pordenone deve chiaramente esprimere cosa e come vuole che sia la nuova struttura.

Secondo noi il nuovo ospedale deve:

🔹avere una nuova razionale disposizione degli spazi e dei percorsi e una forte dotazione delle tecnologie più avanzate, per diventare un vero e proprio “ospedale modello”;

🔸favorire l’approccio multidisciplinare e l’integrazione di tutte le professioni sanitarie, con una nuova organizzazione delle attività e del lavoro;

🔹essere il riferimento nella rete ospedaliera provinciale che comprende anche San Vito, Spilimbergo e Sacile, ma con uno sguardo privo di pregiudizi di confine verso il Veneto, pronto a collaborare;

🔸lavorare assieme al CRO, in una rete organizzativa e digitale;

🔹 essere costantemente connesso con la medicina territoriale e con i medici di medicina generale;

🔸essere uno dei tre poli ospedalieri regionali, non il “terzo polo”;

🔹 collaborare a pieno titolo nello sviluppo di conoscenze e competenze con le due università regionali e con il “Burlo Garofalo”.

Il nuovo ospedale è stato concepito in modo da favorire una valutazione e una cura multidisciplinare delle malattie, visto che per comprendere la condizione reale di salute di una persona occorre valutarla da molti punti di vista: quello multidisciplinare è ormai l’approccio prevalente al paziente in Europa. L’evoluzione delle tecnologie e i modelli organizzativi in evoluzione, le nuove emergenze (come il Covid 19 o l’antibiotico-resistenza), la complessità delle patologie e dei pazienti da assistere richiedono sia preparazione che formazione continua. L’esperienza del Covid ha poi dimostrato che serve flessibilità organizzativa, capacità di adottare rapidamente nuovi stili di lavoro, nuove tecnologie e metodologie. È molto importante anche la parte assistenziale del lavoro, che va promossa a partire dal riconoscimento delle competenze del personale, per ottimizzare la qualità delle organizzazioni, dei processi di cura e assistenza e delle singole prestazioni.

Nei mesi scorsi l’unica preoccupazione del Sindaco di Pordenone a riguardo dell’ospedale è stata però relativa al numero dei posti letto del nuovo ospedale. Alla fine ha presentato come una vittoria politica una cosa prevista da anni e che la Regione si è limitata a ribadire, cioè la dotazione aggiuntiva di posti letto per pazienti che, superato il momento acuto, non sono completamente ristabiliti e hanno bisogno di riabilitazione. Vista anche l’inerzia dimostrata dal Sindaco verso la Regione, è necessario e vitale che si decida presto cosa sarà il nuovo ospedale e come partirà. È urgente discutere, condividere, decidere, preparare, assumere e soprattutto fare formazione.

Nella sanità pordenonese quando le decisioni sono state “calate dall’alto” hanno prodotto troppo spesso danni e arretramenti, chiunque governasse. Occorre ridare voce a tutti gli operatori sanitari (medici, infermieri, OSS, tecnici, psicologi, fisioterapisti, ostetriche, ecc). Non vanno considerati limoni da spremere ma interpreti di un percorso di cambiamento e miglioramento.

Ai lavoratori della sanità pubblica proponiamo di essere protagonisti attivi nel passaggio dalle idee-guida all’elaborazione di un vero e proprio progetto per l’ospedale e per il sistema pubblico di salute della Destra Tagliamento, da condividere con i pazienti, con il volontariato sociosanitario e con i sindaci. Sulle idee che emergeranno va poi aperto un serio confronto con la Regione.

Non dobbiamo, come propone il sindaco Ciriani, aspettare il progetto dell’Assessore Riccardi: siamo noi, cittadini di Pordenone e della Destra Tagliamento, a dover dire per primi cosa è meglio per la nostra salute. È dalle esigenze e dalle idee del territorio e dei suoi cittadini che si deve partire.

È evidente che serve un cambio alla guida del Comune per innescare un vero cambiamento in ospedale e in tutta la sanità pubblica a Pordenone.

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