La mobilità di persone e merci #1

25 febbraio 2021 · Tempo di lettura: 5 min
Mobilità di persone e merci 1

Da troppi anni sia il rumore che la quantità di polveri sottili nell’aria di Pordenone sono molto elevati, soprattutto in alcune zone della città. Proprio questo calare e crescere a seconda delle zone ci dice quanto sia importante il traffico di automobili spinte da motori a scoppio nel creare inquinamento. Sappiamo bene che quello degli scarichi delle auto non è l’unico inquinamento grave dell’aria: contano molto gli impianti di riscaldamento e altre emissioni. Anche dalla pianura padana arriva una parte dell’inquinamento atmosferico. Uno studio del CRO ha però dimostrato che lungo le strade a più forte traffico, come la SS 13 Pontebbana, i casi di cancro all’apparato respiratorio sono superiori al resto del territorio. Avere cura della salute umana e dell’ambiente vuol dire perciò affrontare tutti i fattori di inquinamento e quello derivante dai motori a scoppio viene considerato molto importante in tutta Europa. Anche il rumore (l’inquinamento acustico) creato dalle attuali automobili è molto dannoso per la nostra salute. Insomma, per ridurre l’inquinamento atmosferico e il rumore è molto importante anche cambiare le nostre abitudini nella mobilità. Deve essere chiaro: noi non siamo “nemici” delle automobili. Pensiamo però che ce ne siano davvero troppe in circolazione. L’Italia è il paese europeo in cui, ogni 1000 abitanti, ci sono più automobili: nel 2008 c’erano 605 ogni 1000 abitanti e nel 2018 erano diventate 648. In un paese molto ricco come l’Olanda sono oggi meno di 500. Se non vogliamo continuare a intasare le città e a creare inquinamento chimico e acustico, bisogna fare rapidamente due cose: cambiare le automobili, privilegiando quelle elettriche e ibride; imparare ad usarle soprattutto per spostarsi fuori dalle città. Pordenone deve favorire l’uso di auto elettriche e disincentivare quelle tradizionali, aumentare la mobilità con i mezzi pubblici, con le biciclette e a piedi. Per riuscirci impegneremo fino a tre anni di lavoro: ascolteremo il parere di tutti e condivideremo proposte e soluzioni fra il Comune e i cittadini. Serviranno tre anni di confronto continuo per concordare l’idea complessiva e i singoli provvedimenti. Faremo le necessarie sperimentazioni per capire l’effetto delle misure concordate prima di adottarle in via definitiva. Alla fine, insieme, cittadini e Comune, avremo migliorato significativamente la nostra città. Seguiremo l’esempio di città simili alla nostra in Europa, che hanno aria più pulita, vita meno rumorosa e disordinata. Come hanno fatto, e come possiamo fare noi a Pordenone, a ridurre il traffico e a far usare meglio le automobili?

𝗕𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗮 𝗮𝗺𝗽𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗹𝗼𝗰𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝘂𝘀𝗼.
A Pordenone ciò porterà ad avere più autobus sulle linee e progressivamente passaggi più frequenti. Servirà inoltre un cambio radicale della Linea Rossa ma anche il potenziamento del trasporto locale su rotaia per l’accesso alla città e facilitazioni all’uso dei taxi;

𝗖𝗵𝗶 𝗡𝗢𝗡 𝗿𝗶𝘀𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗮̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗰𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻’𝗮𝘂𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗹 𝗺𝗼𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗮 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗽𝗶𝗼.
Si potrà farlo invece con un’auto ibrida o elettrica. I residenti che posseggono auto con motore a scoppio e hanno un posto auto potranno raggiungerlo. Con questa misura il numero di auto in centro diminuirà.

𝗠𝗼𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗵𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶, 𝗱𝗶𝘀𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀.
Sarà invece più facile avvicinarsi al centro raggiungendo i parcheggi in cui lasciare l’auto. L’esperienza di altre città ci dice che con meno traffico i centri storici e le zone vicine, sono stati non solo risanati dall’inquinamento, ma anche valorizzati;

𝗘̀ 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗳𝗮𝗿 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗵𝘂𝗯.
Devono essere cioè dei “centri di servizio”. Ai parcheggi si arriverà e non solamente si lascerà l’automobile, ma vi si troveranno servizi, come autobus, taxi, informazioni, colonnine per ricaricare auto e biciclette a pedalata assistita, il bike sharing (l’affitto o l’uso gratuito di biciclette per alcune ore), piccoli servizi commerciali. Gli hub devono essere collegati ad una rete di piste ciclabili (una sorta di “metropolitana delle biciclette”) che consenta di arrivare ovunque in città.

𝗩𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗹’𝘂𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗶𝗰𝗶𝗰𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲.
Vanno migliorate, raccordate e completate le piste ciclabili esistenti e la loro rete va ampliata, fino a coprire tutta la città e raggiungere i centri vicini. Le piste ciclabili vanno dotate di informazioni e servizi, come aree in cui poter parcheggiare. Ormai ci sono tanti tipi di biciclette: tradizionali, con piccoli motori elettrici (la “pedalata assistita”), le “cargo” per il trasporto dei bambini e/o oggetti (elettriche e no), carenate (per lunghi tragitti), altre ancora.

𝗟’𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗲𝘃’𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗼.
Favoriremo il pedibus in tutte le scuole primarie.

𝗔𝗺𝗽𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗱𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗮𝗹 𝗿𝗶𝗻𝗴.
Sosterremo lo sforzo dei cittadini per le manutenzioni, i restauri, l’avvio di attività qualificate.

𝗜 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮𝘁𝗶.
A quelli che non hanno un loro posto auto garantiremo parcheggi riservati vicini e facilmente raggiungibili. Per i residenti ci saranno abbonamenti per i parcheggi multipiano a prezzi molto favorevoli.

𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘇𝗼𝗻𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗶𝗮 𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝘁𝗮.
L’accesso alle zone residenziali da parte dei trasportatori di merci destinate ai negozi e del e-commerce va garantito ma dev’essere ordinato e ben regolato, perché non è concepibile che i furgoni possano parcheggiare ovunque e continuamente: servono spazi appositi e ben studiati. Concorderemo coi trasportatori un tempo limite per dotarsi di furgoni elettrici per le consegne in città. Nei giorni prossimi, con altri post, cominceremo ad esaminare queste nostre proposte.

𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘰𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘮𝘦𝘳𝘤𝘪 𝘷𝘢 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘰𝘭𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘢𝘭𝘶𝘵𝘦 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘮𝘣𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘷𝘢𝘭𝘰𝘳𝘪𝘻𝘻𝘢𝘳𝘦 𝘻𝘰𝘯𝘦 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘳𝘰𝘮𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀. 𝘘𝘶𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘰𝘯𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘦̀ 𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘪𝘯 𝘤𝘶𝘪 𝘴𝘪 𝘰𝘳𝘪𝘦𝘯𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘭𝘦 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀ 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘢𝘷𝘢𝘯𝘻𝘢𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘦𝘵𝘢: 𝘴𝘦 𝘴𝘢𝘳𝘦𝘮𝘰 𝘢𝘭𝘭’𝘢𝘷𝘢𝘯𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘪𝘢 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘦𝘴𝘱𝘦𝘳𝘪𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘭𝘦 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘦 𝘢𝘻𝘪𝘦𝘯𝘥𝘦 𝘦 𝘪 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘷𝘢𝘯𝘪 𝘢𝘷𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘭’𝘢𝘮𝘣𝘪𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘨𝘪𝘶𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘴𝘷𝘪𝘭𝘶𝘱𝘱𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘥𝘦𝘦 𝘦 𝘦𝘴𝘱𝘦𝘳𝘪𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘰𝘪 𝘱𝘰𝘵𝘳𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘰𝘳𝘳𝘦 𝘢𝘥 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪 𝘯𝘦𝘭 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰. 𝘋𝘢 𝘶𝘯 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘪𝘰̀ 𝘵𝘳𝘢𝘳𝘳𝘦 𝘰𝘤𝘤𝘢𝘴𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘷𝘪𝘭𝘶𝘱𝘱𝘰 𝘦𝘤𝘰𝘯𝘰𝘮𝘪𝘤𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘰𝘭𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘢 𝘭𝘪𝘷𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘭𝘰𝘤𝘢𝘭𝘦.

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