Tre cose da fare subito a Pordenone

09 agosto 2021 · Tempo di lettura: 4 min
Trecose da fare subito a Pordenone

Ecco tre delle cose che mancano a Pordenone:

1.Vanno ricostruiti e qualificati interi servizi ospedalieri, come oculistica. Altri sono inadeguati per qualita e quantita. La percezione che i Pordenonesi hanno dell’ospedale e di una grave insufficienza, che li porta alla fuga verso il Veneto, mentre fino a pochi anni or sono accadeva il contrario. Il Comune di Pordenone non puo limitarsi ad osservare questa situazione grave che impoverisce il territorio, spacciando come grandi conquiste previsioni di spesa che sono in tutti i programmi della Regione da anni, chiunque la governi. Occorre rapidamente assumere personale qualificato e serve un progetto di formazione per tutti in vista del nuovo ospedale, che deve caratterizzarsi per qualita del personale, nuove metodologie di lavoro e nuove tecnologie a disposizione. Serve un progetto di rete ospedaliera del territorio che definisca chiaramente il ruolo del Santa Maria degli Angeli e della rete in rapporto sia al CRO che ai poli universitari di Udine e Trieste. Questo progetto va definito in accordo fra operatori della sanita, volontari e sindaci, per aprire un confronto con la Regione. E la Regione a doversi confrontare con un progetto del territorio, non viceversa.

2.Bisogna potenziare e riformare i servizi sociosanitari territoriali, perche siano all’altezza della domanda di aiuto che viene della popolazione. E lodevole l’impegno di molti operatori, ma e evidente che non basta e che sono troppo pochi. I servizi sono privi di risorse, a partire dalle borse lavoro per fare inserimenti lavorativi di pazienti e si sa quanto sono importanti nei percorsi terapeutici. Sono stati duramente depotenziati ed ora sono gravemente insufficienti Neuropsichiatria infantile, Consultorio famigliare, Medicina del lavoro, Salute mentale, Dipendenze, Prevenzione e i servizi del Distretto urbano. Negli anni in cui sono stato assessore alle politiche sociali ho fortemente voluto la Cittadella della Salute, la cui edificazione si sta concludendo nell’area Martelli che a suo tempo il Comune ha ceduto gratuitamente all’azienda per costruirla. Non si trattava solamente di avvicinare servizi sanitari dell’Azienda e sociali del Comune e dell’Ambito, cosa certamente indispensabile per molte famiglie, ma di ripensare e integrare servizi fra di loro, per consentire uno sguardo complesso e completo su ogni situazione. Ma quel progetto partira monco se non si provvede per tempo ad assumere nuovi e qualificati operatori e a tutti una formazione per imparare a lavorare assieme. Il Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza prevede la centralita di questi servizi, la nascita nel territorio comunale di due Case di Comunita in cui trovare medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e altri servizi territoriali. Sono occasioni di cogliere assolutamente.

3.Servono servizi per il lavoro e la formazione. Dobbiamo dare grande dignita a tutto il lavoro, chiederne e ottenerne di buono, in sicurezza, per tutti e ben retribuito. Bisogna creare uno strumento di raccordo (ora si dice un Hub) fra comuni, aziende e scuole che indirizzi i giovani nell’orientamento allo studio e quanti gia lavorano nell’evoluzione e trasformazione delle loro capacita professionali. Gli anni che verranno avranno al centro la digitalizzazione (big data e intelligenza artificiale modelleranno il lavoro del futuro) e con la riconversione ecologica della nostra societa influenzeranno moltissimo la produzione: per restare nel mercato bisognera consumare meno energia, tutelare aria e acqua, rispettare compatibilita sociali, seguire l’intero ciclo di vita del prodotto, renderlo sempre piu personalizzato rispetto al cliente finale. Si affermeranno nuove tecnologie e a tutti i livelli sara indispensabile saperle usare. L’ITI Kennedy e i corsi ITS sono una grande vantaggio per Pordenone, cosi come la presenza dell’Universita in citta e in particolare il corso di Scienze e tecnologie multimediali, che ha potenzialita ancora inesplorato per il nostro sistema formativo e produttivo. Ma c’e soprattutto una urgenza: dare all’IPSIA Zanussi una nuova sede perche quella attuale e inadeguata. Serve il meglio, un vero e proprio ‘Campus” che proponiamo sia fatto dove ora sorgono i Comboniani, in via San Daniele. Alle operaie e agli operai del futuro vogliamo dare la scuola piu bella del nostro territorio, perche sono soprattutto quelle ragazze e quei ragazzi che debbono garantire alle nostre aziende la professionalita di cui avranno bisogno. Cosi saliranno sull’ascensore sociale che li portera ad una vita migliore.

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