Ambiente

Alberi

A partire da un censimento degli alberi presenti in città e della biodiversità nell’area urbana, elaboriamo con una larga partecipazione dei cittadini un Piano del Verde Urbano che delinei le linee guida per la valorizzazione del verde con una prospettiva di 10 anni. Dev’essere lo strumento di pianificazione di settore, integrativo dello strumento urbanistico generale.

Rafforziamo la presenza di alberi, erbe, fiori, funghi, animali e tutto ciò che è tipico del nostro territorio a clima temperato. Valorizziamo l’area del Noncello, non con la costruzione di strutture fisse, ma con progetti di collegamento di percorsi (pedonali e ciclabili) basati sulla naturalità con estensione verso Sud e verso Nord.

Realizziamo i corridoi verdi urbani anche valorizzando il percorso delle rogge e studiando il modo per farle riemergere dove furono intubate. Diamo ai percorsi una buona e continua manutenzione, collegandoli in una rete che comprenda i grandi parchi verdi urbani e protegga e vivifichi il patrimonio naturale della flora e fauna, consentendo a quest’ultima di muoversi in tutta la città rimanendo dentro il verde. Facciamo conoscere anche attraverso le scuole il patrimonio ambientale di Pordenone a tutti i bambini e ai giovani.

Se realizzeremo un reticolo degli spostamenti possibili in bicicletta e a piedi dentro al verde urbano e lo collegheremo con percorsi più lunghi, seguendo i nostri fiumi dalle sorgenti fino all’Adriatico, la città sarà al centro di un sistema di spostamenti che attirerà turisti anche da molto lontano.

Promuoviamo il benessere degli animali, selvatici e domestici. Costruiamo un nuovo rapporto fra gli animali e gli umani. Favoriremo una relazione fra città e aspetti naturali senza più competizione. Progetteremo gli interventi di trasformazione della città in questa ottica.

Sono soprattutto piogge eccezionali e violente a rendere ormai evidenti le conseguenze del cambio climatico. È necessario ripensare tutto il sistema delle acque superficiali, proteggere i terreni non coperti da asfalto o cemento per consentire l’assorbimento delle precipitazioni, ripensare ai fossi per raccogliere e far scorrere le acque garantendone la manutenzione, liberare terreni da costruzioni inutili e ri-naturalizzarli.

Dobbiamo innovare ancor di più la raccolta dei rifiuti, perché nel mondo tutti si interrogano come fare beni di consumo che producano meno rifiuti possibile. A Pordenone dobbiamo aumentare di molto la qualità dei rifiuti raccolti, perciò serve sia migliorare il metodo di conferimento e raccolta che maggiore vigilanza. Va premiato con detrazioni fiscali chi ne produce meno e li differenzia meglio. Va incoraggiato il riuso degli oggetti ancora validi. Se ci abitueremo a ridurre sempre di più i rifiuti e a riciclarne sempre più, svilupperemo idee nuove su come produrre cose che interesseranno tutto il pianeta.

Le famiglie, il comune e le aziende devono produrre sempre più energia rinnovabile e risparmiarne. Così i pordenonesi svilupperanno idee e servizi per usare meno energia e produrre oggetti e servizi progettati per consumarne di meno ed è quello che tutto il mondo vuole.

Rendiamo godibile per le persone, in parte minima e nei limiti di legge anche rimodellandolo, il sistema delle acque superficiali di Pordenone. Realizzeremo una grande zona balneabile d’estate, nel verde, seguendo l’esempio di molte città europee. Ne avremo un enorme beneficio di salute, anche psicologica.

Bisogna iniziare a restituire al centro storico della città il suo rapporto storico e fondativo con il fiume Noncello. Piazzetta Calderari (quella dietro al Municipio) deve avere un collegamento diretto col fiume ridisegnando il parcheggio Marcolin e la viabilità. Il Noncello ha una sua naturalità da rispettare, che esercita un grande fascino. Siamo contrari a costruzioni sulle sue sponde, che sarebbero antistoriche.

Costruiamo nuovi legami fra la città e il territorio, con un occhio particolare a quello montano della Destra Tagliamento. Noi siamo schierati con quanti chiedono che il Tagliamento sia inserito nel patrimonio UNESCO e l’ultimo fiume selvaggio d’Europa sia preservato come un bene indisponibile. Il pianeta ha disperato bisogno di aria e acqua pulita e noi possiamo dare uno straordinario esempio di difesa, per poi proporci ovunque per diffondere un modello.